I passages torinesi: le gallerie coperte dove Torino diventa Parigi
- Lunghezza (metri):
- 3700
- Tempo richiesto (minuti):
- 47
- A piedi
Il fascino delle gallerie coperte di Torino è innegabile. Questi “passaggi” tra i palazzi coperti da vetri che lasciano passare la luce del sole illuminando i bellissimi interni sono una curiosità architettonica che fa parte della storia del capoluogo piemontese. Le gallerie torinesi riprendono i famosi passages francesi presenti nel Paese d’oltralpe sin dal XVIII secolo e la cui costruzione iniziò nella città sabauda solo a partire dalla seconda metà del 1800
Tappe
Partenza
via Bernardo Vittone 3
Colazione da Augusta
Galleria Subalpina
Galleria Subalpina, 16
Elegante passaggio coperto in ferro e vetro che collega Piazza Castello con Piazza Carlo Alberto. Realizzato da Pietro Carrera (1873) con arredi e decorazioni tipiche dell’architettura liberty di inizio ‘900. Riprende l’idea dei passages commerciali parigini e ospita alcune vetrine storiche: alcune librerie antiquarie come La Casa del Libro, conosciuta anche come “l’ebreo” e Gilibert specializzata in stampe d’arte e poster da collezione, gallerie d’arte, lo Sfashion Cafè, locale di Piero Chiambretti e uno dei caffè storici di Torino: la confetteria Baratti & Milano, nata nel 1875.
Galleria Umberto I
Via della Basilica
La Galleria Umberto I, che fu terminata nel 1889, ha una pianta a croce ed una copertura in vetro e metallo da cui entra la luce diurna ad illuminare l’interno con i suoi pavimenti in marmo e le sue molteplici attività commerciali. Il colpo d’occhio è davvero bello, dando l’impressione di fare un tuffo indietro nel tempo nella Torino del XIX secolo. La galleria è stata, tra l’altro, anche set cinematografico di alcune importanti pellicole tra cui “Trevico-Torino: Viaggio nel Fiat-Nam”, film di Ettore Scola girato nel 1973 e “Così ridevano”, film del 1998 di Gianni Amelio
Galleria Umberto I
Via della Basilica
La Galleria Umberto I, che fu terminata nel 1889, ha una pianta a croce ed una copertura in vetro e metallo da cui entra la luce diurna ad illuminare l’interno con i suoi pavimenti in marmo e le sue molteplici attività commerciali. Il colpo d’occhio è davvero bello, dando l’impressione di fare un tuffo indietro nel tempo nella Torino del XIX secolo. La galleria è stata, tra l’altro, anche set cinematografico di alcune importanti pellicole tra cui “Trevico-Torino: Viaggio nel Fiat-Nam”, film di Ettore Scola girato nel 1973 e “Così ridevano”, film del 1998 di Gianni Amelio