Torino esoterica

Lunghezza (metri):
8400
Tempo richiesto (minuti):
105
A piedi
Torino è stata sempre legata a leggende esoteriche riguardanti la magia bianca e nera, tanto da essere chiamata la "città magica". Si trova infatti nel punto di intersezione tra due triangoli, quello della magia bianca con Praga e Lione e quello della magia nera con Londra e San Francisco

Tappe

Partenza

via Bernardo Vittone 3
Colazione da Augusta

Rondò della Forca

Corso Regina Margherita
3) Nomen omen. È proprio il caso di dirlo, quando si parla del Rondò della Forca, uno dei luoghi più emblematici della Torino magica. Un nome che deriva dalla tradizione popolare: tra il 1835 e il 1853, in questo luogo avvenivano le esecuzioni dei condannati a morte per omicidio e cospirazione politica. Un nome che è diventato così di uso comune da essere inserito persino nelle mappe di Google

Monumento ai Caduti del Frejus

Piazza Statuto
E' il vero cuore della negatività e magia a Torino, qui, all'epoca di Augusto, venivano uccisi i condannati a morte. Il monumento più famoso, e anche più esoterico, della piazza è il Monumento ai Caduti del Frejus che presenta molti riferimenti al mondo della massoneria. Inoltre sulla sommità della statua è raffigurata una stella a cinque punte, simbolo del demonio

Casa del boja

Via Bonelli 2
Una delle mete fisse dell’itinerario della Torino nera è la famigerata “casa del boia“, situata in via Bonelli 2, una via cortissima tra via delle Orfane e via Bellezia, anche se da vedere c’è solo un portone e un numero civico, non un luogo visitabile come un palazzo o una chiesa. La via si chiamava prima Contrada Pusterla e poi via Fornelletti, ma al numero 2, per tradizione secolare, viveva l’incappucciato per eccellenza, un impiegato comunale che per non tirare la cinghia aveva scelto di tirare la corda, quella del patibolo. Praticamente i boia cittadini hanno sempre abitato lì.

Fontana delle Quattro Stagioni

Piazza Solferino
Le figure della Fontana delle Quattro Stagioni, sono state considerate dalla stessa Chiesa Cattolica come immagini d’ispirazione massonica. Oltre ai numerosi simboli collegati al mondo dell’esoterismo e della massoneria disseminati attorno alla piazza, esiste un altro dettaglio, sempre legato ai rituali magici, da prendere in considerazione: tutti questi luoghi si trovano nella zona ovest della città, orientati verso il punto cardinale associato al tramontare del sole e, di conseguenza, alla presenza del Maligno.

Ex loggia massonica

Via Lascaris
Camminando per Via Lascaris ai più attenti non saranno sfuggiti i curiosi occhi dal taglio quasi maligno che si aprono ai piedi di un palazzo d’angolo con piazza Solferino, in quella che fu, secondo alcune fonti, un’antica sede di una Loggia Massonica. Nella realtà si tratta di feritoie, molto originali, ovvero prese d’aria e di luce per i locali sotterranei, dove si tenevano le riunioni segrete della Loggia, probabilmente realizzate in tale foggia per tenere lontani eventuali curiosi suggestionabili. Se facciamo correre la fantasia e pensiamo alla Torino Magica e Misteriosa non vi è dubbio, però, che ci troviamo come se forze occulte e misteriose ci stiano osservando con quello strano sguardo vuoto capace di far rabbrividire e che la tradizione associa agli “occhi del demonio” e pertanto fonte di negatività

Il portone del diavolo

Via XX Settembre, 40
Il Portone del Diavolo di Palazzo Trucchi di Levaldigi fu scolpito nel 1675 da una manifattura di Parigi su richiesta di Giovanni Battista Trucchi di Levaldigi, conte e generale delle Finanze di Carlo Emanuele II. La porta, molto bella, è riccamente intagliata e adorna di fiori, frutta, animali e amorini. La cosa più interessante, quella che ha contribuito al nome che oggi porta, è il batacchio centrale che raffigura il diavolo che scruta i visitatori che bussano alla porta. La parte finale, quella che si prende con la mano per bussare, è composta da due serpenti le cui teste si uniscono nel punto centrale.. E, questo, per quanto riguarda la versione storica della creazione di questo portone. Per quanto riguarda la versione “magica”, sembra che il portone sia comparso dal nulla una notte. Si narra che, quella notte, un apprendista stregone avesse invocato le forze oscure e lo stesso Satana. Il Diavolo, scocciato da questa invocazione, decise di punire lo stregone imprigionandolo dietro il portone che il malcapitato non riuscì mai più ad aprire

Sacro Graal

Piazza Gran Madre di Dio, 4
La Chiesa della Gran Madre, uno dei luoghi più importanti della magia bianca, in cui si dice sia sepolto il Sacro Graal. Davanti alla chiesa vi sono due statue: una presenta sulla fronte il triangolo con l'occhio divino, rappresentazione della religione ; l'altra invece incarna la fede. Si dice che lo sguardo della prima indichi il percorso da seguire per trovare il sacro graal, e molti credono che porti alla Mole Antonelliana