Torino insolita e che stupisce
- Lunghezza (metri):
- 1790
- Tempo richiesto (minuti):
- 227
- A piedi
Esiste una Torino insolita, spesso sconosciuta anche ai torinesi, che stupisce e incanta: opere d’arte, street art, luoghi in cui la natura regna sovrana. Ecco 9 tappe da non perdere, girovagando semplicemente con il naso all’insù
Tappe
Partenza
via Bernardo Vittone 3
Colazione da Augusta
Barriera di Milano
Corso Palermo, 98
In Barriera di Milano, un quartiere storico a nord di Torino, pullula la street art più interessante e maestosa presente in città: 13 opere di Francesco Camillo Giorgino, conosciuto come Millo, dipinte su intere pareti cieche degli edifici del quartiere. I murales giganti di Millo, presenti in tantissime altre città italiane, raccontano il rapporto tra uomo e città, le sue contraddizioni, la relazione dell’individuo con il tessuto urbano
Fetta di polenta
Via Giulia di Barolo, 9
2) Fetta di polenta. Nel dinamico e chiassoso Vanchiglia, nuovo quartiere della movida, Casa Scaccabarozzi è comunemente nota ai torinesi come Fetta di polenta. Questo edificio, progettato da Alessandro Antonelli, prese il nome dalla moglie dell’architetto, Francesca Scaccabarozzi, nobildonna originaria di Cremona, che visse in questo edificio per un breve periodo. Una vera e propria sfida costruttiva: di forma trapezoidale-triangolare, l’edificio di nove piani, di cui due sotterranei, è alto 24 metri totali. I primi tre piani vennero costruiti nel 1840, ma la costruzione venne completata con i piani rimanenti sono nel 1881. Nella parte più stretta, l’edificio è spesso meno di 5 metri
Mole Antonelliana
Via Montebello, 20
Costruita sempre da Antonelli "originalmente progettata come sinagoga", poi rifiutata dagli ebrei, per i costi e l'altezza. Ma "i torinesi, che avevano visto crescere l'edificio sul loro orizzonte dal primo giorno, chiesero che fosse finito". Oggi ospita il Museo Nazionale del Cinema, "un ascensore di vetro porta i visitatori a un punto panoramico imbattibile, dopo aver attraversato, al centro, il vuoto della cupola, che fa drizzare i capelli
Palazzo con il piercing
Via Palazzo di Città, 19
Il Palazzo con il piercing, opera contemporanea del 1991 conosciuta con il nome Baci Rubati, è un’opera creata da Corrado Levi, in collaborazione con Cliostraat, gruppo di artisti e architetti. Su un edificio storico del Settecento, in pieno Quadrilatero Romano, il Palazzo con il piercing è un’opera suggestiva e alquanto insolita. Ai lati del piercing sono presenti gocce di sangue rosso e blu, ai due angoli. Probabilmente i due colori rappresentano la nobiltà e la povertà
The number 6
Via Alfieri, 6
A pochi passi dal cuore pulsante della città, si trova quella che è stata definita da ArchDaily la casa più bella del mondo, nella categoria restauro. The number 6 rappresenta la perfetta riuscita di una ristrutturazione di un edificio risalente al 1600. Barocco e modernità si incontrano e si fondono abilmente in questo palazzo di 6500 mq che ospita 36 appartamenti con garage, un centro benessere, una palestra, una sauna e, nel cortile centrale, un’opera luminosa dell’artista Richi Ferrero. Inutile dire che qui ci abitano solo proprietari d’eccezione
Il portone del melograno
Via Giovanni Argentero, 4
Se vi trovate nella zona di San Salvario, nei pressi di via Nizza, e più precisamente nella adiacente via Argentero, potrete scorgere un magnifico portone d’entrata di un un caratteristico palazzo che i torinesi hanno soprannominato “Portone del Melograno”. L’edificio ricorda per diversi aspetti alcune case spagnole le cui caratteristiche si ritrovano nell’uso delle maioliche colorate e del ferro per sorreggere i balconi.
Il bellissimo e particolare portone d’entrata della palazzina è in ferro battuto. Al suo interno sono scolpiti due alberi di melograno ricchi di foglioline verdi e frutti rossi, inseriti in una cornice a coda di pavone in stile floreale
Condominio 25 Verde
Via Chiabrera, 25
- l'edificio giungla composto da 63 appartamenti residenziali e spazi per uffici. "Balconi curvi e scale a chiocciola sono costruiti in legno, dando un senso di artigianale e di casalingo". Le strutture in acciaio "sembrano crescere tra numerosi alberi, arbusti, fiori e piante. Ci sono 150 alberi sull'esterno e 50 nel cortile, oltre a centinaia di altre piante, che proteggono i residenti dal rumore e dall'inquinamento". Gli alberi producono infatti 150mila litri di ossigeno all'ora e assorbono 200mila litri di ossido di carbonio
Mausoleo della Bela Rosin
Strada Castello di Mirafiori, 148/7
Situato nel quartiere di Mirafiori Sud, il Mausoleo della Bela Rosin è un edificio neoclassico, copia esatta del Pantheon di Roma, ma molto meno famoso: un’opera splendida progettata dall’architetto Angelo Demezzi, ma poco conosciuta nella stessa Torino, perfetta per un itinerario della città di Torino insolita. È stato fatto costruire come tomba di famiglia dai figli di Rosa Vercellana, soprannominata la Bela Rosin - Otto colonne, un’imponente cupola. Qui, doveva essere sepolta la Bela Rosin, con il marito Vittorio Emanuele II. Rosa Vercellana fu infatti amante e, successivamente, anche moglie del primo Re d’Italia. La sua salma, insieme a quella dei figli, venne seppellita qui, ma poi spostate nel Cimitero Monumentale in seguito a svariati saccheggi