Torino instagrammabile
- Lunghezza (metri):
- 1050
- Tempo richiesto (minuti):
- 135
- A piedi
Dove scattare foto belle a Torino, a prova di like, commenti e condivisioni?
Torino è inedita e sorprendente, ricca di scorci romantici, portoni bizzarri, panorami sorprendenti ed elementi eccentrici e contemporanei.
Oltre ai luoghi più scenografici della città, come la Mole Antonelliana, Palazzo Reale, Piazza San Carlo, Piazza Vittorio Veneto o la vista panoramica dal Monte dei Cappuccini, ci sono altri luoghi che meritano una tappa fotografica per poter incuriosire i tuoi amici e follower o renderli location perfetta per reel di Instagram o TikTok... e non dimenticare i toret le simpatiche fontanelle verdi!!
Tappe
Partenza
via Bernardo Vittone 3
Colazione da Augusta
Villa della Regina
Strada Comunale Santa Margherita, 79
La vita della corte sabauda trascorreva tra svaghi e cerimonie nelle sontuose residenze che circondavano la città, costruite per creare una raffinata "Corona di Delizie" intorno alla capitale, a testimonianza della magnificenza di Casa Savoia.
A pochi passi dal centro di Torino, attorniati da vigne ed eleganti giardini, Villa della Regina fu una delle dimore predilette di duchesse, principesse e regine di Casa Savoia fino all’Ottocento. La dimora aulica, con gli Appartamenti Reali affacciati sullo straordinario salone, riflette nelle decorazioni e negli arredi
il gusto per le arti preziose e per l’esotismo in voga presso le corti europee nel Settecento
Parco del Valentino
Corso Massimo d'Azeglio
Impossibile non iniziare dal cuore verde di Torino, ovvero il bellissimo Parco del Valentino. In riva al Po, tra i suoi viali alberati potrete scorgere numerosi scoiattoli che corrono tra il fogliame e gli alberi. Conservati al suo interno, come gioielli in uno scrigno segreto, ci sono molti monumenti da non perdere: dalla Fontana dei 12 Mesi al Borgo Medievale fino ad arrivare al Castello del Valentino, elegante residenza sabauda oggi sede della Facoltà di Architettura.
The big testone
Piazza San Carlo
Cosa ci fa la testa del David di Michelangelo in un cortile del centro di Torino? Si tratta di un’opera d’arte anche se ovviamente non è l’originale. Realizzata dall’artista emiliano Andrea Salvatori, è stata inaugurata il 12 settembre 2019 e installata all’interno del cortile di Palazzo Villa di fronte all’ingresso del negozio San Carlo 1973. Per vederla bisogna attraversare il passage che collega via Lagrange con piazza San Carlo e, se non lo avete mai attraversato, ne vale davvero la pena.
L’opera d’arte è stata realizzata lasciando l’interno più o meno vuoto l’artista è famoso per lasciare sempre l’interno di ciò che realizza vuoto perché per lui non solo altro che spazi da riempire ed è anche un modo per differenziare le sue opere dalle originali di cui “copia” i volumi esterni e mette la sua creatività per la parte lasciata inesplorata, cioè quella interna.
Così se vi avvicinate al The Big Testone noterete che all’interno c’è qualcosa… noterete delle stelle, un simbolo che Andrea Salvatori utilizza spesso, e delle monete lasciate dai passanti magari esprimendo un desiderio. Anzi, a proposito delle stelle, lo stesso artista ha presentato la testa del David rovesciata di Torino con una massima del filosofo Kant, seppur rovesciata: “Il cielo stellato dentro di me, la legge morale fuori di me”.
Largo IV Marzo
Largo IV Marzo
Largo IV Marzo è una piazza di Torino davvero molto caratteristica, densa di storia e monumenti dedicati ad alcuni dei più illustri abitanti della città. Si trova alle spalle del duomo di Torino, quindi in pieno centro storico.
Qui si possono ammirare busti di Alessandro Borella e una statua dedicata a Casimiro Teja. Alessandro Borella fu un giornalista e politico italiano che morì a Torino nel 1898. A lui si deve la fondazione dello storico giornale "La gazzetta del popolo".
Casimiro Teja, invece, fu un fumettista italiano nato e morto a Torino nell'800.
Il monumento a lui dedicato
In questa piazza fu realizzato da Edoardo Rubino nel 1904.
Baci Rubati
Via Palazzo di Città, 19
Un grosso anello in metallo pizzica lo spigolo di un palazzo barocco, in piazza Corpus Domini, creando così un curioso effetto piercing. L’opera nasce nel 1996 dalla collaborazione tra Corrado Levi (1936) e il gruppo Cliostraat, per la Biennale Giovani di Torino. Non tutti lo notano -bisogna fermarsi ad osservare con occhio attento- ma gocce di sangue sgorgano ai due lati dell’anello, da un lato il sangue è rosso e dall’altro è blu, a rappresentare l’anima nobile e quella proletaria di questa città.
Ma anche l’installazione in sé è significativa: il palazzo scelto, è un palazzo settecentesco e ricco di storia, e può rappresentare il tradizionalismo che accetta e accoglie la novità anche un po’ ribelle (il piercing) facendola diventare qualcosa da cui trarre un arricchimento.
Anche il nome dell’opera è evocativo: “baci rubati”, baci clandestini, un amore nascosto e segreto che va contro le differenze, che le accetta e le supera facendone addirittura la propria forza
Il t'oro
Via delle Orfane, 20
In via delle Orfane 20 noterai un toro dorato che esplode fuori: si chiama T’oro.
Il toro del relais urbano Quadrato a Torino sta spopolando su Internet. Dorato, pazzesco, rappresenta perfettamente il simbolo della nostra città e al suo fianco c’è uno scarabeo, una sorta di portafortuna (già al tempo degli Egizi).
Questa è una delle tante opere dell’artista Richi Ferrero: il toro ovviamente simboleggia Torino, vuole rappresentare la rinascita, il rinnovamento. Il passato e il futuro che stiamo vivendo e che vivremo.
Questo toro è talmente impressionante che sembra uscire dalla facciata. Lo spettatore potrebbe pensare che da un momento all’altro spunti tutto il corpo del vigoroso animale
Palazzo delle ombre
Piazzetta Andrea Viglongo
Passeggiando per le vie del centro storico, in una piazzetta, spicca un edificio diverso dagli altri: si tratta del Palazzo delle Ombre a Torino.
I fantasmi c’entrano niente. Gli spiriti non fanno parte di questa storia. L’installazione è stata realizzata dall’artista newyorkese Nancy Dwyer, vincitrice del concorso “Pareti ad Arte” nel 1998 ed è stata posizionata nel 2001.
Quest’opera è intitolata “Waves of wanting” e rappresenta la scritta PIÙ in cinque lingue diverse (francese, italiano, spagnolo, inglese, tedesco). Grazie al sole questa installazione crea un gioco perfetto di luce ed ombra. Da notare, inoltre, come quest’edificio con la sua opera si leghi perfettamente all’ambiente circostante
Palazzo Scaglia di Verrua
Via Stampatori, 4
Entrare in Palazzo Scaglia di Verrua: un salto nel tempo unico a Torino, essendo questo il solo palazzo in città a mantenere l’aspetto rinascimentale nella pianta e negli affreschi.
Iniziato nel tardo Quattrocento, fu proseguito e terminato nella seconda metà del '600 da Gian Andrea Garabello e ancora rimaneggiato nel secolo successivo.
È adornato da un bel cortile a loggiato, affrescato con figure allegoriche e mitologiche che arricchiscono anche il fronte dell'edificio.
I restauri effettuati nel 1988 su tutta la facciata hanno restituito affreschi di notevole bellezza, eliminando le pesanti sovradipinture che ne avevano alterato gli equilibri originari.
Street Art
Via Rocciamelone
Il MAU, Museo d’Arte Urbana, ha trasformato un intero quartiere di Torino in un affascinante museo di street art all’aperto. I muri e le panchine di Borgo Campidoglio infatti sono tutti decorati da murales e opere d’arte urbana.
All’interno del progetto MAU Museo d’Arte Urbana di Torino puoi trovare grandi murales a tutta altezza, scoprire le Panchine d’Autore dipinte a colori vivaci e curiosare per la Galleria Campidoglio, una raccolta di installazioni illuminate e protette da lastre di plexiglass volute dall’associazione di commercianti Centro Commerciale Artigianale Naturale Campidoglio