Torino : tour del cioccolato
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CioccolaTò è la kermesse del cioccolato artigianale che si svolge ogni anno a Torino a fine ottobre ma anche se arrivi in un altro mese, ci sono tanti locali dove potrai degustare il nostro cioccolato spettacolare
Tappe
Partenza
via Bernardo Vittone 3
Colazione da Augusta
Cioccolateria Guido Gobino
Corso Vittorio Emanuele II, 72
Assolutamente da provare, se cercate qualcosa dal sapore speciale, il cremino al sale. Sublime cioccolato Gianduja arricchito con Olio d’Oliva Extravergine Taggiasco e sale marino integrale. Una ricetta innovativa che nel 2008 è stato premiata come “Miglior Pralina del Mondo” dalla prestigiosa Academy of Chocolate di Londra
Cioccolateria Giordano
Piazza Carlo Felice, 69
L’intero processo si svolge rigorosamente a mano e ogni singolo gianduiotto è tagliato come vuole la tradizione, finemente spatolato e incartato in carta dorata con maestria. Zucchero, nocciole del Piemonte, cacao in pasta e burro di cacao; i gianduiotti sono prelibatezze senza tempo
Cioccolateria Davide Appendino
Via Cavour, 13
Questa cioccolateria nasce dall’amore per il cioccolato di Davide, un artigiano torinese. Cresciuto in una famiglia di pasticceri con l’amore per gli ingredienti del territorio, dal 2010 ha deciso di dedicarsi all’alimento che da sempre gli regala momenti di felicità. E come non provare un pochino di invidia?
Entrando in negozio si può fare un viaggio nel mondo del cioccolato: praline, tartufi, gianduiotti, bottoni fondenti, tavolette monorigine che prevedono la lavorazione a pietra delle fave di cacao e l’utilizzo di due soli ingredienti: cacao e zucchero grezzo di canna
Caffè Confetteria Stratta
Piazza San Carlo, 191
Il locale fu aperto dalla ditta “Reina e Stratta pasticceri”, attiva dal 1858, come vetrina delle proprie creazioni dolciarie. Divenuto presto un importante punto di ritrovo della borghesia e della nobiltà torinese, da Stratta era possibile trovare insieme alla pasticceria anche vini scelti e la loro vasta produzione di cioccolato. L’atmosfera del locale è quella del Piemonte sabaudo con tanto di stucchi, cristalli ottocenteschi, lampadari imponenti in vetro. Da Stratta si possono trovare le “Gioie di Cavour“, cioccolatini che fanno omaggio a Torino e al Conte Camillo Benso. Si tratta di boule di cioccolato al latte, o fondente, con un cuore di crema gianduja e ricoperti di granella di nocciole tostate
Cioccolateria Guido Castagna
Via Maria Vittoria, 27 C
Una tappa importante della storia di Castagna è rappresentata dalla nascita dei Giuinott, 7 grammi di dolcezza di nocciole e cacao, 7 volte oro agli International Chocolate Awards. Dall’acquisto dei migliori cacao al mondo dalle Cooperative produttrici (assicurandosi il rispetto del lavoro e delle persone) alla selezione a mano in laboratorio delle fave idonee alla lavorazione: il Metodo Naturale di Guido Castagna si fonda sul principio etico del rispetto per la natura e per il lavoro dell’essere umano
Caffè Baratti & Milano
Piazza Castello, 27/29
Il celebre caffè sito in Piazza Castello all’angolo con la Galleria Subalpina deve il suo nome a due confettieri che a metà Ottocento aprirono una confetteria in via Garibaldi, prima e in Galleria a partire dal 1875.
In poco tempo la caffetteria, un ambiente elegantissimo caratterizzato da specchi, marmi, bronzi dorati e stucchi, divenne luogo di ritrovo di personaggi di spicco come D’Azeglio, Giolitti e Einaudi oltre che della buona società torinese, fu citato da Gozzano nelle sue poesie, il suo successo fu tale da diventare il fornitore della Casa Reale come miglior cioccolata calda di Torino
Caffè confetteria Al Bicerin
Piazza della Consolata, 5
Un caffè piccolissimo con bancone e tavolini in marmo candido Bicerin, che in piemontese significa "bicchierino" è il nome di una tipica bevanda analcolica torinese che prende origine da un’altra bevanda del ‘700 dal nome “bavareisa” composta da caffé, cioccolato e creama di latte e servita in bicchierini tondi e trasparenti. Il gusto avvolgente di questa bevanda con il suo mélange caldo di cioccolata e caffé ha conquistato il cuore dei torinesi e di molti personaggi illusti come Camillo Benso Conte di Cavour e lo scrittore Alexandre Dumas.
E’ talmente buono che secondo Ernest Hemingway era una delle cento cose del mondo che avrebbe salvato… da assaggiare.