Torino non è stata soltanto la città dei palazzi e delle piazze. Per molto tempo ha avuto anche ciminiere, catene di montaggio, altiforni: fumo, rumore e un gran daffare intorno al ferro e alle automobili. Era la Detroit d’Italia. Di quella stagione non resta tutto, ma ciò che è rimasto spesso ha cambiato mestiere. Dove si lavorava il metallo ora ci sono parchi e spazi aperti; dove si riparavano le locomotive si ascolta musica elettronica e si incontra l’arte contemporanea.
Questo percorso mette insieme mattoni rossi, capannoni, passerelle, rampe e una pista di collaudo sul tetto. Non serve essere appassionati di archeologia industriale per apprezzarlo: basta la curiosità di vedere che cosa succede quando una città riusa i propri spazi invece di cancellarli.
Noi lo consigliamo soprattutto a chi ha già passeggiato per il centro storico e ha voglia di conoscere un’altra Torino. È un itinerario un po’ diverso dagli altri: qui sono gli edifici, i materiali e le nuove funzioni a raccontare il cambiamento.
Prima di partire, verificate le modalità di visita dei diversi spazi.
A piedi Cammino: 16,8 km, 4 h 12 min
La Nuvola Lavazza e la Basilica Sospesa: Un quartier generale avveniristico che fluttua sopra una vecchia centrale elettrica. Ma il vero segreto è sotto i tuoi piedi: durante gli scavi, gli operai hanno trovato qualcosa che ha bloccato i lavori per anni. Nel PDF ti sveleremo come il design del XXI secolo è riuscito a sposare un tesoro paleocristiano del V secolo.
Entrando alle OGR Torino, le dimensioni degli spazi e le strutture in mattoni raccontano ancora la loro prima funzione. Il complesso fu costruito alla fine dell'Ottocento per la manutenzione e la riparazione dei treni. Terminata l'attività ferroviaria, è stato recuperato e riaperto nel 2017, diventando un luogo per la cultura contemporanea e l'innovazione, con mostre, installazioni, concerti e incontri.
La cosa che rende concreta questa storia è rimasta sul pavimento: in alcuni spazi si vedono ancora i binari originali su cui entravano le locomotive. Non occorre immaginare da zero com'era quel lavoro, perché una traccia è rimasta lì, in mezzo a sale che hanno cambiato funzione. È una delle soste in cui la Torino industriale e quella contemporanea si incontrano più chiaramente.
Anche senza biglietto ci sono opere permanenti da vedere. Nella Corte Est trovate Procession of Reparationists, le figure metalliche realizzate da William Kentridge nel 2017; all'ingresso di OGR Cult c'è Track, il grande dipinto murale di Arturo Herrera. Queste opere sono gratuite negli orari di apertura degli spazi; mostre temporanee ed eventi possono invece richiedere un biglietto o una prenotazione.
Il MAUTO (Museo Nazionale dell’Automobile): Il racconto multimediale e spettacolare di come il design e il motore abbiano ridisegnato la società italiana.
Questo tipo di itinerario funziona bene se hai una base comoda da cui muoverti tra zone diverse della città. Torino non è complicata, ma le distanze tra i quartieri rendono utile poter rientrare facilmente dopo una giornata di esplorazione.
Per chi arriva in auto, poterla lasciare in un parcheggio privato e muoversi poi tra le diverse zone di Torino rende l’esperienza molto più semplice, soprattutto quando si vogliono visitare aree come Parco Dora che si trovano fuori dal centro storico.
Torino industriale non è la Torino che tutti si aspettano. È una città che si reinventa. Questo itinerario è il modo più diretto per vederlo con i propri occhi.
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Soggiornando da noi hai un punto di partenza ideale per esplorare l’audacia della Torino Industriale. Dopo una notte tranquilla e una colazione fatta in casa, potrai perderti tra cattedrali d’acciaio, vecchi binari trasformati in arte e la pista leggendaria del Lingotto, vivendo la città come un ospite nel cuore del dinamismo e del futuro torinese
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